NOTIZIE DALLE CARCERI CANINE…

Posted: 4th aprile 2017 by stellaciao in Senza categoria
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Buongiorno,
sono un detenuto di uno dei tanti carceri per cani che sono nella Regione Puglia.

La mia situazione è transitoria, nel senso che qualche occasione di uscire da qui la ho, visto che a gestire la struttura dove sono imprigionato sono dei bravi ragazzi volontari di una Associazione di Protezione Animali che hanno pubblicato la mia foto per farmi adottare.

Ma ora ho saputo che c’è la possibilità che a gestire il tutto saranno dei privati ovvero Ditte o Imprese che poco sanno di cosa ho bisogno, delle mie malattie, del mio carattere, di quanto ami passeggiare con Monica la volontaria che mi vuol bene, che non posso vedere Billy il cane che fa il bullo, la mia simpatia per Bella la cagnetta che mi fa gli occhi dolci.

Sono stato incarcerato per non aver commesso il reato, perché evidentemente dove stanziavo c’era qualche tizio del Comune che ha deciso che era meglio farmi arrestare.

E dentro ne ho trovati tanti cosi, catturati per niente.

Sarebbe stato meglio che io non nascessi, ma evidentemente non hanno fatto in tempo a sterilizzare mia madre che ne ha sfornati otto.

E dei miei fratelli non so niente perché io sono stato ritrovato in un cassonetto dai volontari dell’Associazione.

Se ora in qualche modo riesco a trovare qualche momento di gioia, che succederà dopo?

Se avessero sterilizzato mia mamma e tutte le mamme che erano in giro, non avremmo tutte queste carceri e nessuno potrebbe arricchirsi sulle nostre spalle.

Siamo esseri senzienti proviamo emozioni, dolori, gioie.

NON SIAMO NUMERI.

Firmato Lillo

Renzi se ne andrà ?

Posted: 7th dicembre 2016 by stellaciao in Senza categoria
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…quello che verrà dopo di lui sarà meglio o peggio ?

La riforma Fornero, verrà superata ?

Sono tanti, troppi i quesiti e i dubbi che ci attanagliano, ma l’unica cosa davvero sicura è che questo referendum ci ha messo l’uno contro l’altro, mettendo ulteriormente in risalto il fatto che noi italiani non siamo uniti e per questo siamo ben lontani dal concetto unitario di comunità.

Anche all’interno stesso degli schieramenti c’erano divisioni e fratture nette.

Ma come penserete, all’interno dello stesso schieramento ? Certo !

Il “NO” ha raggruppato gente, gruppi, movimenti e associazioni con motivazioni e idee diversissime (a volte ridicole): alla ferrea difesa della Costituzione quale frutto ottenuto dal sacrificio di migliaia di persone di qualsiasi estrazione sociale nella Resistenza, promossa dall’Associazione Nazionale Partigiani, c’erano anche i partiti neo populisti e della destra che di quella Carta non rispettano i contenuti formali ne sostanziali.

Le loro motivazioni (se così si potevano chiamare) erano chiarissime ed è stato ribadito più e più volte nei vari comizi e nei vari faccia a faccia negli incontri/scontri televisivi: far cadere il Governo Renzi !

…però, guai a formulare qualche domanda perché così si va al di fuori dal programma cadendo in contraddizioni insanabili e, quindi di difficile spaccio anche per una popolazione catatonica come la nostra.

E’ stato accennato anche da loro un “difendiamo la Costituzione”, prova tangibile ed inconfutabile che oltre a non avere un serio programma politico e a non aver voluto capire le motivazioni di questo Referendum, hanno difeso una Costituzione di indole antifascista, cosa che, in effetti, è stata la più divertente mai vista: fasci conclamati che difendono la Costituzione Antifascista. Mai visto prima!

Per quanto riguarda il “SI” invece si è vista una vera e propria campagna falso-democratica, dove oltre allo sperpero dei soldi pubblici utilizzati, peraltro ad inviare lettere per fare la loro campagna referendaria alla faccia del tanto decantato programma di taglio dei costi della politica, si è assistito ad una gestione dittatoriale della televisione pubblica e all’esoso (quanto stupido e improduttivo possiamo dire oggi…) compenso a vantaggio di illustrissimi personaggi televisivi che in nome del Dio denaro hanno rivisto le loro idee verso la Costituzione definita da essi stessi “la più bella del mondo”.

Certo non abbiamo visto campagne politiche diffamatorie tipo quella delle ultime presidenziali americane, ma abbiamo assistito ad una ignobile quanto subdola tattica per ottenere consensi, offrendo ai malati di cancro cure migliori, sbloccando contratti ai dipendenti pubblici dotandoli di mancette, e usando la parola magica che più piace alla gente: “abbasseremo”!

Per trarre le conclusioni dobbiamo ripartire dall’affermazione del “NO” chiedendo l’attuazione degli articoli della nostra Costituzione, mettendola al riparo da modifiche ai fini del mantenimento del potere politico perché, diciamocela tutta, la politica delle istituzioni italiane da sempre agisce solo ed esclusivamente per il potere e, il Popolo…?

…solo un danno collaterale!

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Non cambieró la mia immagine del profilo con la cornice con la scritta “no alla violenza sulle donne” per poi domani rimettere la mia foto per il semplice fatto che io il mio ‘no’ lo dico ogni giorno, tentando di spiegare a chi ho di fronte perché siano sbagliati certi ragionamenti intrinsecamente maschilisti con i quali la società ci ha cresciuto per lungo tempo (e ancora oggi è così).

Non staró qui a difendere il femminismo oggi per poi domani dimostrare quanto in realtà io, da donna stessa, possa essere più maschilista di un uomo.

Non starò qui a dispiacermi solo grazie ad una ventata di conformismo per poi domani riprendere la mia vita trattando le donne come oggetti, schiave, desideri, etichettandole in base alle loro preferenze e gusti di ogni tipo.

Non staró qui a fare l’ipocrita perchè la causa femminista va portata avanti ogni giorno, ripugnando con convinzione tutti gli atteggiamenti sessisti e maschilisti anche a costo di sembrare una “pazza psicopatica ed esagerata”.

Perché il femminismo serve ancora come prima e più di prima.

Clara P.

L’insegnamento (non capito) di Gorino

Posted: 26th ottobre 2016 by stellaciao in Senza categoria
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La sera del 24 ottobre 2016 a Gorino, frazione del piccolo comune di Goro, posto al confine fra Emilia Romagna e Veneto , va in scena l’ennesimo episodio di intolleranza e xenofobia, che tanto serve a far sfogare gli opinion leader “fatti in casa” sui social network nostrani.

In poche parole, una ventina di profughi, tutti donne e bambini, devono essere trasportati, per ordine del Prefetto ferrarese, all’ostello “Amore-Natura” (nomen omen mica tanto) per trascorrere come ospiti in questa struttura i prossimi mesi, nel contesto del programma di accoglienza dei profughi a livello internazionale. Apriti cielo! I cittadini della piccola frazione alzano le barricate, non solo in senso figurato: vengono bloccati tutti gli accessi alla città, che neanche i Milanesi contro gli Austriaci nelle Cinque Giornate del 1848. Alla fine gli abitanti di Gorino vincono la loro battaglia e i due bus con i 20 migranti sono costretti a ripiegare su un’altra struttura di un paese vicino.

Passa qualche ora e inizia il solito trito confronto fra le opposte tifoserie.

Da una parte Salvini tiene ad informarci che è al fianco dei cittadini di Gorino, #stopinvasione, aiutiamoli a casa loro, accompagnandosi ai fascisti vari ed eventuali, come fratelliditaliacasapoundforzanuova (da leggere tutta d’un fiato per evitare di annusare la puzza di merda), che ripartono con la retorica degli hotel a cinque stelle, 30 euro, italiaagliitaliani, primagliitaliani, e chi più ne ha più ne metta.

Dall’altra il paesaggio è più vario. Si va dagli altromondisti che in solidarietà organizzeranno un’apericena con un nome imbarazzante con l’opzione vegan, ai neolinguisti di sinistra che sicuramente produrranno un comunicato infarcito di termini neutri (tipo ”compagn@, compagn* o compagna/o”) capace di farti venire le convulsioni, ai “promoter della carità” che continuano imperterriti la loro differenza tra “migrantittuttibuoni” e “italianitutticattivi”, che ricorda sempre più da vicino la logica perversa degli amanti degli animali.

Nel mezzo il vuoto di una opinione pubblica lasciata allo sbando, che dai salviniani e simili si vede somministrare pillole d’odio costante (ogni sera basta dare un’occhiata al programma di Del Debbio su rete4 per rendersi conto del clima che stanno creando), mentre dai petalosi e compagnucci si vede sollevare il polverone tanto borghese quanto classista del limitato e limitante “poveri ignoranti di Gorino”, così simile al voto della Brexit inglese, che tanto fa comodo per non fare i conti con le proprie mancanze, mentre ci si fa belli nel mondo di nicchia, fatto di problemi che ci sfiorano per compassione più che per sentimento di vicinanza.

Uno scontro tra opposte tifoserie quindi. Ma per evitare che i fatti di Gorino si ripresentino cosa dobbiamo fare? Persino il vuoto cosmico di Renzi ha capito che “la gente è un po’stanca di tutta questa situazione” e nella stanchezza, si sa, le risposte più facili sono quelle più violente e reazionarie. Per uscire dall’impasse che punta dritto verso fenomeni di razzismo dal basso, possiamo cercare di fare un discorso più ampio, di scendere dal piedistallo culturale e di sporcarci le Clarks e di tornare fra la gente che vive i problemi di tutti i giorni. Possiamo lottare, ad esempio, perché tutti i lavoratori, di qualsiasi nazionalità e cultura siano, abbiano medesimi diritti e medesimi salari. Lo so, orsù, non è mica facile come predicare la carità, prevede un esercizio ben più pesante intellettualmente, come quello di mettere in dubbio i dogmi della società capitalista. Un po’scomodo, eh? Vabbè, forse è meglio continuare a gridare “ignoVanti”, non vorrei mai dover rinunciare alla tartina di caviale a kilometro zero.

Andrea Cazzato

Cronache dalla fogna…

Posted: 11th ottobre 2016 by stellaciao in Senza categoria
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C’è ancora gente che s’indigna per ciò che accade ogni giorno, recitando sempre lo stesso monologo: “dove andremo a finire”, oppure “abbiamo toccato il fondo”, oppure “siamo sull’orlo del baratro”.

In realtà, invece non solo abbiamo già toccato il fondo da oramai un bel po’, ma stiamo anche scavando per andare sempre più giù, come a voler migliorare il record.

Partendo della nostra città, un’analisi epidemiologica ribadisce per l’ennesima volta che l’esposizione continuata all’inquinamento atmosferico emesso dall’impianto siderurgico, causa alla popolazione fenomeni degenerativi ad apparati diversi dell’organismo umano, che si traducono in malattie con esito mortale.

Un ulteriore conferma che chi vuole la chiusura dello stabilimento non è un pazzo, che nulla è cambiato e che lo stato è complice.

Finito qui?

No, perché il sindaco pistolero ha minacciato di chiedere la chiusura del siderurgico se il ministero della salute non interviene. …ma cosa stai aspettando che lo faccia qualcun’altro al posto tuo ?

Ti secca apparire come colui che risolve adottando misure drastiche ?

…e intanto il genocidio continua.

Ma c’è anche un altro fattore oppressivo in città che settimana dopo settimana sta cadendo sotto i colpi della corruzione, e cioè gli appalti truccati nell’ambito Marina Militare. …dice, e allora ?

E allora non è normale che degli alti ufficiali che indossano la divisa di una forza armata e che rappresentano lo stato, siano corrotti a tal punto da agire tipo boss del racket delle estorsioni.

…e in Italia ?

È stata fatta una perizia da medici esperti sulla salma di Stefano Cucchi, ed è stata accertata che la morte è avvenuta per un attacco di epilessia.

Noi non siamo medici e non possiamo fare perizie, ma crediamo fermamente invece che il tutto è stato pilotato molto bene per assolvere a pieno i veri responsabili, e che invece il povero malcapitato è morto per un attacco di “TORTURA CONTINUATA”.

…e nel mondo ?

Possibile che nel mondo non accada niente ?

Certo che no, perché in Siria si continua col tutti contro tutti in una guerra imperialista dove a rimetterci la pelle sono solamente i civili inermi, in Israele a sentire i Tg sembra che la violenza sia tutta a senso unico (la violenza è sempre da condannare) delle persone sono morte in un attentato terrorista compiuto da un singolo individuo che ha aperto il fuoco nei pressi di una fermata dell’autobus nel mentre aerei da guerra di ultima generazione provano l’ultimo grido degli armamenti su bersagli umani inermi…Gaza vi dice niente?

Ah dimenticavamo l’America !!!

Oramai non fa più notizia l’ennesimo nero trucidato dal solito poliziotto, diciamo così, nervoso…

Nella corsa elettorale, poi, non ci sono vittime, ma ce ne saranno perché comunque vada non sarà per niente un successo.

Ci riferiamo alla corsa alle elezioni presidenziali dove a contendersi il posto di persona più potente del mondo è un ignorante razzista manovrato dalle lobby, ed una sionista guerrafondaia che sta basando la sua campagna elettorale sui difetti del suo avversario. …e le vittime ?

Che sia Trump o la Clinton, chiunque la spunterà, la politica imperialista americana continuerà e ci sarà sempre e comunque gente che morirà e verrà martirizzata in nome della democrazia.

Basta per dire “abbiamo già toccato il fondo e continuiamo a sprofondare sempre più giù” o c’è bisogno di altro ancora?

Benvenuti nel fantastico mondo che consegneremo ai nostri figli: una fogna!

E si sa, in fogne come questa, proliferano solo i topi…in giacca e cravatta.

Smemorati selettivi…

Posted: 4th ottobre 2016 by stellaciao in Senza categoria
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Trovo, francamente fastidioso leggere i post di sindacalisti di lungo corso che sfoggiano un benaltrismo di facciata ironizzando sui lavoratori che, affannati, chiedono notizie del FUS, quella misera parte del salario accessorio che viene dispensato quanto e quando vuole la controparte a mo’ di elemosina.
I lavoratori dovrebbero, secondo loro, avere una coscienza di classe che essi per primi non hanno, dimenticandosi il particolare che se oggi siamo in questa penosa situazione, dove molti di noi cercano di sopravvivere per accedere ad una pensione, anch’essa, da miseria hanno la loro bella parte di responsabilità!
Chi, a suo tempo, ha accettato che si creasse il Fondo Unico consentendo che si alimentasse con i soldi di tutti per premiare un fantomatico “merito” che spesso è solo il merito di chi scodinzola meglio?
Si lamentano del rifiuto a scioperare mentre i loro vertici spendono migliaia di euro in crociere dopo aver firmato accordi devastanti per i lavoratori.
Delle pensioni d’oro autocostruite di costoro ne vogliamo parlare? 
Ma no, meglio lasciar perdere che c’è solo da farsi il sangue amaro, ma una cosa la penso e la dico: dovrebbero vergognarsi di continuare a scaricare la responsabilità sulle spalle dei lavoratori che se sono così ridotti lo devono in gran parte a coloro che avrebbero dovuto organizzarli in questi anni, spronarli, stare dalla loro parte cosa che, forse per troppi impegni (enti bilaterali, CAF, spiaggia, cral, mensa, ecc. ecc.) hanno dimenticato di fare…
A proposito, a quando un’altra bella crociera ?

Finché morte non ci separi…

Posted: 30th settembre 2016 by stellaciao in Senza categoria
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Stamattina, partecipando all’ennesimo funerale, si discuteva tra noi del fatto che questa città è diventata, negli ultimi anni, un vero e proprio cimitero.

Tumore, ictus, infarto, alzheimer, parkinson, malattie rare…nessuno la scampa.

A decine,a centinaia, i manifesti funebri tappezzano ogni angolo di strada: parenti, amici o conoscenti morti, spesso dopo atroci sofferenze e viaggi della speranza, migliaia di anime dolenti, strazio unito a dissesto morale e finanziario caratterizzano il nostro vivere quotidiano.

Domande ingenue e risposte di comodo.

Spiegazioni scientifiche che condannano o che giustificano il genocidio di una intera popolazione a seconda delle convenienze politiche senza fottersene minimamente del dolore infinito che una mamma prova per la sofferenza del proprio figlio e il figlio per la propria madre.

E poi, l’odore, tutto particolare, marcio, pesante che aleggia in casa dei morenti, il rumore del macchinario che li tiene in vita…ancora un po’ – ma è vita, questa?

Una bolgia infernale, un’atmosfera densa di veleni, dove respiri morte, mangi morte, bevi morte…

Un matrimonio demoniaco tra grande industria e capitali finanziari in un gioco antico, sempre lo stesso, quello dei soldi e del potere.

Noi, novelli schiavi condannati ad una fine lenta e straziante , un altra pagellina, una fotografia ingiallita, memoria polverosa per chi resta che presto finirà in un cassetto… alla fine preferiamo non pensarci, non impegnarci, nemmeno per salvare la nostra vita e quella dei nostri cari, semplicemente moriamo come mosche.

Voi che girate per le strade di questa città, guardate i suoi muri rossi costellati di manifesti funebri, di portoni aperti che esibiscono i paramenti del caso, i tavolini cui apporre un’altra firma testimoniale e pensate, pensate ma, solo per un attimo a cosa significa vivere in un cimitero, senza speranza, senza prospettive, alla mercé degli avventurieri che si sono succeduti negli anni; hanno rapinato le risorse naturali di un territorio magnifico, ricco di storia e cultura, lasciando dietro di se una scia infinita di vittime sacrificate al “progresso” spacciato come interesse generale ma, che in realtà, l’unico progresso che ha prodotto è stato quello del loro conto in banca.

Un popolo servo, che china la testa per un tozzo di pane

Un popolo indegno di autodefinirsi tale

Idioti, siamo, tutti intenti a tentare di primeggiare magari solo per una citazione sui mezzi di informazione asserviti o per uno scranno al consiglio comunale…

Idioti senza rappresentanza, senza idee originali che vivacchiano lamentandosi.

Idioti che si raccontano favole e così tante poi che alla fine se ne convincono pure…

Idioti supponenti e arroganti che parlano, parlano, parlano…finchè la pallina della roulette del destino non si ferma sul loro numero e allora…è fatta!

Tocca proprio a te!

A questo punto mi dirai: …va bhe, d’accordo, e allora? Che fare? Qual è la proposta?

E io ti risponderò: …ma vaffanculo!

Lamento italico!

Posted: 13th settembre 2016 by stellaciao in Senza categoria
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Mai come in questo momento lo schifo che si prova a vivere in questo accròcco che pretenziosamente si continua a chiamare nazione ha raggiunto limiti insopportabili.

Un’oligarchia di scrocconi fa e disfa come gli pare distruggendo le ulime vestigia di stato sociale ma la gran parte della popolazione più che lamentarsi…non fa.

Di fronte ad una classe dirigente squallidamente squalificata, alle vere e proprie ingiustizie quotidiane, alla condanna a morte di interi territori in nome del profitto privato e alle mille porcate…l’italico lamento!

Tutti indignati a scrivere, blaterare e, soprattutto ad indulgere nello sport nazionale: lo scaricabarile!

Legati al nostro piccolo, meschino interesse ci scandalizziamo se l’ambasciatore americano dichiara: “Se vince No Italia fa passo indietro” mentre per i venti arresti “eccellenti” a Caserta, con l’accusa di corruzione e di appalti truccati nella gestione dei rifiuti di oggi, poca roba, ormai ci abbiamo fatto l’abitudine…

Tutta questa merda e, nel frattempo quella che dovrebbe essere la nostra parte che fa?

“Siamo qui per costruire una nuova Sinistra: quella che serve all’Italia e manca in Europa” : che se non ci fosse da piangere calde lacrime ci sarebbe da morire dal ridere!

Loro devono costruire…dopo decenni di culo ben assestato sulle poltrone parlamentari, loro i Fassina, i Fava, le Boldrini, i Fratoianni…devono costruire.

Stendiamo un velo pietoso sui Ferrero d’annata fuori dal parlamento, simulacro di segretario di minoranza davvero patetico.

Sui territori, poi, tutti alla rinfusa sproloquiando di costruzioni o ricostruzioni improbabili quando già dalla prima riunione rivedi le stesse facce invecchiate che continuano a farsi la guerra dei cent’anni come se davver valessero qualcosa o avessero un minimo di seguito.

Ma, il più grande tappo e la più grande responsabilità storica è quella di aver fornito un comodo assist al potere, una valvola di sfogo che taglia le gambe allo sviluppo di una seria protesta dal basso, un partito-movimento guidato da un riccone che da comico è diventato il messia dei poveri.

Con abilità istrionesca imbarca tutto e di più con sparate populiste dando al popolo dei lagnosi e disimpegnati italici quello che vogliono: il salvatore della patria!

Fa niente se poi, alla fine, è solo chiacchiere, serve allo scopo, filtra e incanala la sacrosanta incazzatura di quanti si sognano la notte il suo reddito che si incrementa ad ogni click…

Questo lo stato dell’arte in questo postaccio che è diventato il bel paese che è stato riportato agli anni 50, quelli di Scelba il manganellettore seriale, per intenderci, va bhe…ci siamo lamentati abbastanza per questa volta…

Buon lamento a tutti…

Commenti disabilitati su Brian Eno: “…a Israele interessa il processo e non la pace.”

Pubblichiamo la traduzione di una lettera del noto ed apprezzato compositore e musicista britannico Brian Eno già pubblicata sul blog di David Byrne, noto ai più come fondatore dei Talking Heads, sulla situazione a Gaza in cui, Brian chiede conto ai suoi amici statunitensi del sostegno americano alla “orribile guerra colonialista”…


 

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Cari tutti,

ho la sensazione di infrangere una qualche regola non scritta, con questa lettera, ma non posso più tacere.

Oggi ho visto una foto di un uomo palestinese in lacrime con in mano una busta di plastica con dentro della carne. Era suo figlio. Il bambino è stato triturato (questa è stata la parola usata dall’ospedale) da un attacco israeliano, apparentemente portato avanti con questa nuova fantastica arma, le “flechette bombs“. Probabilmente sapete di cosa si tratta: centinaia di piccoli chiodi appiccicati attorno all’esplosivo, così da fare a pezzi i corpi. Il bambino era Mohammed Khalaf al-Nawasra. Aveva quattro anni.

Improvvisamente mi sono trovato a pensare che dentro quella busta avrebbe potuto esserci mio figlio, e quel pensiero mi ha fatto arrabbiare come niente mi faceva arrabbiare da molto tempo a questa parte.

Poi ho letto che secondo le Nazioni Unite Israele potrebbe essere colpevole di crimini di guerra a Gaza, e che avrebbero voluto aprire un’apposita commissione d’inchiesta. Gli Stati Uniti non sosterranno la richiesta.

Che succede in America? Io so bene quanto la vostra informazione sia tendenziosa, e quanto poco si parli dell’altra parte di questa storia. Ma – per l’amor di Dio! – non è così difficile scoprirlo. Perché l’America continua a sostenere ciecamente questo esercizio unilaterale di pulizia etnica? PERCHÉ? Davvero, non lo capisco. Non posso credere che sia solo per il potere della lobby israeliana… se fosse questo il caso, allora il vostro governo sarebbe fondamentalmente compromesso. No, non credo sia quella la ragione… ma non ho idea di quale possa essere.

L’America che conosco e che mi piace è compassionevole, aperta, creativa, eclettica, tollerante e generosa. Voi, miei cari amici americani, siete per me il simbolo di queste virtù. Ma quale America sta sostenendo questa orribile guerra colonialista? Non riesco a capirlo: so che ci sono molte persone come voi, ma perché queste voci non si sentono e non pesano? Perché quando la gran parte del mondo sente la parola “America” non pensa subito al vostro spirito, ma a un altro tipo di atteggiamento? Quanto è brutto che il paese che più di ogni altro definisce la sua identità sulla base della Libertà e della Democrazia finanzi e sostenga una rabbiosa e razzista teocrazia?

Sono stato in Israele l’anno scorso con Mary. Sua sorella lavora per le Nazioni Unite a Gerusalemme. Abbiamo fatto un giro insieme a un palestinese – Shadi, suo cognato, una guida professionista – e Oren Jacobovitch, un ebreo israeliano, un ex militare che ha lasciato l’esercito perché non voleva più uccidere palestinesi. Insieme a loro abbiamo visto cose terribili: case palestinesi circondate di filo spinato e assi di legno per evitare che i coloni gettassero merda, piscio e carta igienica verso gli abitanti; bambini palestinesi picchiati da ragazzini israeliani con mazze da baseball, coi loro genitori che applaudivano, mentre andavano a scuola; un intero villaggio sfrattato nelle caverne mentre tre famiglie di coloni occupavano la loro terra; un insediamento israeliano in cima a una collina che ha installato uno scarico fognario nella terra dei palestinesi a valle; il Muro; i checkpoint… e tutte le infinite umiliazioni quotidiane a cui sono sottoposti i palestinesi. E continuavo a pensare: “Davvero gli americani tollerano tutto questo? Davvero pensano sia tutto ok? O forse non sanno quello che succede?”.

Per quel che riguarda il “processo di pace”: a Israele interessa il processo e non la pace. E per “processo” si intende la continua sottrazione di terra da parte dei coloni… e quando i palestinesi finalmente insorgono con i loro patetici fuochi d’artificio, vengono massacrati e maciullati con missili all’avanguardia e munizioni all’uranio perché “Israele ha il diritto di difendersi” (i palestinesi evidentemente non ce l’hanno). Le milizie dei coloni sono sempre felici di prendere a pugni qualcuno o sradicare un albero mentre l’esercito guarda dall’altra parte. Molti di loro etnicamente non sono nemmeno israeliani – grazie alla legge sul “diritto al ritorno” sono ebrei russi, ucraini, moldavi, sudafricani o di Brooklyn, che sono arrivati in Israele di recente sulla base del loro diritto inviolabile alla terra (gliel’ha dato Dio!), e sulla base del fatto che “arabo” per loro vuol dire “verme”. Razzismo vecchia scuola, rivendicato con la stessa arroganza con cui circolava un tempo in Louisiana. Questa è la cultura che i soldi dei vostri contribuenti difendono. È come finanziare il Ku Klux Klan.

Ma a parte questo, quello che davvero mi preoccupa è il quadro generale. Che vi piaccia o no, agli occhi di gran parte del mondo, l’America rappresenta “l’Occidente”. Quindi l’Occidente è visto come favorevole a questa guerra, nonostante tutti i nostri alti discorsi sulla moralità e la democrazia. Temo che le grandi conquiste civili frutto dell’Illuminismo e della Cultura Occidentale vengano screditate – con grande gioia dei mullah matti – da questa flagrante ipocrisia. La guerra non ha alcuna giustificazione morale, per quel che mi riguarda, ma in questo caso nemmeno pragmatica. Non ha senso nemmeno da un punto di vista realista, kissingeriano; ci fa solo apparire come i cattivi.

Mi dispiace di annoiarvi con tutto questo. So che avete da fare e che siete in modo diverso allergici alla politica, ma questa storia va oltre la politica. Siamo noi che dilapidiamo il capitale di civiltà che abbiamo costruito nel corso di intere generazioni. Nessuna delle domande di questa lettera è retorica: davvero non capisco e mi piacerebbe capirlo.

XXB

 

(http://davidbyrne.com/journal/gaza-and-the-loss-of-civilization)

3 anni di Occupazione! 3 anni di Autogestione!

Posted: 6th settembre 2016 by stellaciao in Senza categoria
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24 agosto 2016 – Per i 3 anni di occupazione della casa e degli spazi di via Garibaldi in Città Vecchia…un’esperienza di riappropriazione popolare!


 

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Ieri, 24 agosto 2016, il comitato di quartiere città vecchia, realtà politica e sociale che opera sul territorio di Taranto, ha festeggiato i 3 anni di occupazione della Casa Occupata Via Garibaldi. Una festa che ha avuto luogo grazie alla partecipazione di tutte e di tutti coloro che l’hanno sostenuta e grazie agli artisti, i 99 Posse con O’ Zulù, Aban, Sciamano e i Rebel City Sound System che da sempre, con la loro musica, con le loro parole e con la loro attività sostengono le realtà di lotta.

Tra musica e controinformazione sono state centinaia le persone che hanno preso parte ad una iniziativa che ha potuto mostrare il lavoro che la realtà politica ha sviluppato nel corso di questi tre anni restituendo alla collettività spazi privati alla comunità tarantina a causa delle speculazioni in atto su tutto il territorio.

In particolare, 3 anni fa si è scelto di occupare uno dei simboli dell’ennesima dimostrazione di denaro pubblico sprecato, un investimento che prevedeva la nascita di un ostello, realizzato e abbandonato per molti anni.

Per evitare che anche questo palazzo diventasse fatiscente e pericolante come la maggior parte degli edifici dell’isola, abbiamo voluto recuperarlo abitandolo e, attraverso i suoi spazi, renderlo utile con progetti di aggregazione sociale volti a tutta la comunità.

Pensiamo che in un quartiere come la Città Vecchia di Taranto, tramutato nel risultato complesso delle forme di devastazione attuate da classi politiche criminali piegate agli interessi dei padroni, si debba intervenire rispondendo all’esigenza di un rafforzo costante di ciò che di esistente possa dare vita a forme di autodeterminazione e protagonismo attivo per trasformare il territorio che viviamo.

Pensiamo che la soluzione dell’autorecupero, che vede gli abitanti stessi del quartiere protagonisti, sia necessaria e utile affinché quest’isola non venga trasformata in una macchina di profitti per pochi.

Una trasformazione, quest’ultima, che Taranto ha già subito su molti fronti.

Quella del disastro sociale ed economico della città è storia nota ma ancora più considerata è quella del disastro ambientale tarantino: un’imposizione di sviluppo economico che continua a tener conto solo ed esclusivamente dei padroni determinando controllo, disoccupazione devastazione, migrazione e morte.

Di conseguenza, vorremmo che si iniziassero ad intravedere, nella nostra città, nei nostri quartieri, alternative praticabili e concrete, attraverso processi di autodeterminazione e liberazione, processi che vedano come protagonista indiscutibile la stessa popolazione.

Gi spazi recuperati nella Casa Occupata Via Garibaldi, la Biblioteca Popolare, la Scuola Popolare e lo Spazio 202 vanno nella direzione di uno sviluppo di comunità possibile e cercano di alimentare quelle attitudini e quelle abilità utili a trasformare il contesto che viviamo nella prospettiva futura di un cambiamento reale.

Il percorso di educazione popolare (che vede la presenza di una scuola e della squadra di calcio a 5 “Popolare Città Vecchia” nata dalla volontà dei ragazzi del quartiere, colorata di rosso e verde e con Carlo Giuliani sul cuore), che già vive nel quartiere e anche attraverso questi spazi, è solo una delle fondamenta per costruire un modello di società differente e non calata dall’alto.

Continueremo a lottare con la comunità che stiamo costruendo, continueremo a promuovere l’autorecupero degli edifici storici della nostra isola, continueremo a promuovere autorganizzazione in un contesto di crisi in cui l’arrivismo e l’egoismo dilagano, permettendo che le peggiori porcherie avvengano dinanzi ai nostri occhi.

Continueremo a promuovere controinformazione affinché si possa perseguire collettivamente una progettualità che miri alla salvaguardia della nostra terra.

“Ho tanti fratelli che non riesco a contarli e una sorella bellissima che si chiama libertà.” Ernesto Che Guevara

Comitato di quartiere Città Vecchia – Casa Occupata Via Garibaldi

 

(https://www.facebook.com/casaoccupataviagaribaldi/?fref=ts)